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FAQ - SCELTA DEL TELESCOPIO

Scelta del telescopio

Quanto grande deve essere un telescopio?
La risposta a questa domanda è incredibilmente semplice: più grande è (cioè maggiore è il suo diametro) meglio è. Maggiore è il diametro della lente o dello specchio del telescopio, maggiore sarà la sua raccolta di luce quindi potrete osservare meglio gli oggetti deboli come galassie o nebulose. Inoltre il grande diametro comporta una migliore capacità risolutiva e un maggiore ingrandimento massimo utile. Quindi potrete osservare meglio anche pianeti e Luna.

In generale consigliamo, per iniziare, telescopi con diametro di almeno 130mm. L'attuale mercato degli strumenti astronomici offre Newton da 130mm a prezzi molto bassi (anche meno di 300 euro) quindi ha poco senso rivolgersi verso strumenti più piccoli che posso costare solo qualche decina di euro in meno e che invece avrebbero una prestazione decisamente inferiore.

Se invece volete un telescopio veramente prestante, scegliete uno strumento con diametro di almeno 20cm se riflettore (cioè con ottica a specchi) oppure 12cm se rifrattore apocromatico. Con strumenti di tali caratteristiche avrete a disposizione un prodotto eccezionale che offrirà immagini spettacolari del cielo.


 

Riflettore o rifrattore?
Questa è sicuramente la domanda che ogni neofita si pone. Partiamo dalla terminologia. Un telescopio rifrattore utilizza le lenti per focalizzare l'immagine mentre un riflettore usa gli specchi per arrivare alla stessa soluzione.

Tale aspetto comporta prima di tutto una differenza di costi tra i due prodotti. Visto che, in linea generale, è più difficile costruire una lente che uno specchio, i telescopi rifrattori, a parità di diametro, sono più costosi dei riflettori. Possiamo anche dire che, a parità di costo, è possibile acquistare un riflettore di diametro maggiore rispetto ad un rifrattore. Ad esempio con 300 euro circa è possibile acquistare un riflettore da 130mm o un rifrattore da 90mm di diametro.

Per tale fattore e visto che per osservare gli oggetti astronomici è necessaria una capacità di raccolta di luce più grande possibile, per chi inizia è consigliabile acquistare un riflettore (quelli che costano di meno sono quelli di tipo Newton).

Ma allora, a chi si consiglia un rifrattore? A parte considerazioni riguardanti la fotografia che sia applicano per l'astrofilo già esperto, un rifrattore (tipicamente acromatico) si applica meglio per le osservazioni terrestri (aggiungendo un raddrizzatore d'immagine che solitamente è opzionale). Quindi se volete acquistare uno strumento che possa essere usato sia per osservare il cielo sia per soggetti terrestri, un rifrattore offrirà migliori soddisfazioni.


 

Ho trovato tanti schemi ottici di riflettori, quale scegliere?
Gli schemi ottici più comuni tra i riflettori sono i Newton, gli Schmidt-Cassegrain e i Maksutov-Cassegrain. Analizziamone caratteristiche, vantaggi e svantaggi.

Newton: questo schema ottico usa uno specchio primario parabolico concavo nella parte posteriore del telescopio e un piccolo specchio secondario piano che riflette l'immagine nella parte laterale del tubo ottico dove si trova il focheggiatore (e quindi dove si inserisce l'oculare). I vantaggi di tale schema ottico sono il costo minore in funzione del diametro comparato con qualsiasi altro telescopio, la buona qualità soprattutto per l'osservazione degli oggetti deboli grazie a lunghezze focali relativamente basse e la buona applicabilità nella fotografia. Gli svantaggi sono rappresentati dalle basse prestazioni nelle osservazioni terrestri e la maggiore sensibilità alla scollimazione rispetto ad altri schemi ottici.

Schmidt-Cassegrain: questo schema ottico usa una combinazione di specchi e lenti (per tale ragione vengono anche definiti catadiottrici) per generare l'immagine. La luce passa una lastra correttrice asferica, viene riflessa dallo specchio primario sferico, quindi intercettato dallo specchio secondario che porta la luce verso la apertura centrale (nello specchio primario) della parte posteriore del telescopio, dove si inserisce l'immagine. I vantaggi di tale schema ottico sono le ottime prestazioni in qualsiasi tipo di utilizzo, dagli oggetti deboli ai pianeti e Luna, sia per applicazioni visuali che fotografiche, la compattezza del tubo ottico che lo rende facilmente trasportabile e la semplicità di collimazione. Lo svantaggio principale è rappresentato dal prezzo, uno Schmidt-Cassegrain costa 2-3 volte il valore di un telescopio Newton di pari diametro.

Maksutov-Cassegrain: questo schema ottico è un catadiottrico simile allo Schmidt-Cassegrain ma con una diversa lastra correttrice anteriore (menisco). Il Maksutov-Cassegrain è un tipo di riflettore più semplice da costruire rispetto allo Schmidt-Cassegrain e quindi generalmente più economico. Grazie al fatto che solitamente i Maksutov-Cassegrain hanno un secondario più piccolo (minore ostruzione) e maggiore focale dei tubi ottici SC, sono più indicati per le osservazioni e le fotografie in alta risoluzione di pianeti e Luna. Per contro, la loro lunga focale li rende poco adatti per gli oggetti deboli, soprattutto per la loro fotografia.


 

Cos'è il rapporto focale? Come influisce sulle prestazioni del telescopio?
Il rapporto focale è dato dal rapporto tra la focale del telescopio e il suo diametro. Ad esempio un Newton da 750mm di focale e 150mm di apertura ha un rapporto focale di 5 (750 / 150 = 5).

Spesso ci si riferisce a questo valore con " f ".

Dal punto di vista visuale, un rapporto focale basso non rende le immagini più luminose rispetto ad un telescopio di pari apertura ma con focale più lunga (come molto spesso si crede). Questo in quanto la luminosità dipende dal diametro del telescopio. Nell'uso visuale, il principale vantaggio di avere un rapporto focale basso è quello di poter ottenere con gli oculari un campo inquadrato molto ampio a basso ingrandimento, particolarmente importante nell'osservazione di oggetti estesi come la Galassia di Andromeda o le Pleiadi.

Nell'uso fotografico, invece, il rapporto focale basso è fondamentale per la ripresa di oggetti deboli. Questo in quanto un sistema, ad esempio, a f/4 richiede 1/4 del tempo di esposizione richiesto dallo stesso strumento a f/8. Questo implica che a parità di tempo di posa un telescopio a "veloce" rapporto focale consentirà di riprendere oggetti più deboli.